“Dove vai lacrima che ti perdi nel cuore e non sai nemmeno il nome di questo dolore o forse è il nome di tutti e anche delle gioie dei loro alti e supplicanti frutti…”
Davide Rondoni
Quante lacrime ho “ascoltato” scendere in questi giorni, un suono impercettibile ma che nasconde un dolore forte. Ogni lacrima ha un suono, quello della forte emozione che racchiude e dalla quale scaturisce perché il corpo non riesce più a trattenerla.
Sì, perché ogni lacrima sgorga dal cuore e nel cuore si perde. Non è sempre facile dare il nome giusto al dolore che la fa nascere. E la prima forma di guarigione è proprio questa, la consapevolezza di che lacrima è.
Lacrime di donne, di uomini, che la vita ha messo di fronte al dolore…
Quella di una donna che ha trascorso la sua vita come infermiera in un reparto di oncologia a curare pazienti incurabili e ora si trova a doversi prendere cura del proprio compagno. Lacrima di impotenza. Lei che si è sempre sentita utile ora, proprio con l’amore della sua vita, sperimenta l’impotenza.
Quella di un uomo, che non sa più dove sta andando la propria vita, perso in una scelta che non sente più sua e incapace del coraggio di intraprendere una strada nuova. Lacrima di fallimento. Lui che credeva di esserne preservato perché quella scelta lo faceva sentire forte.
Lacrime di donne, di uomini, che la vita ha messo di fronte al dolore e che da esso si sono lasciati trasportare nel profondo oblio della non speranza.
E poi lacrime di bambini: leggere, quasi superficiali, cioè facili da raccogliere e da consolare. Basta una distrazione e già non ci sono più.
E infine le lacrime più rare, quelle che forse ormai non conosciamo più, quelle dolci dello stupore di fronte alla bellezza; quelle tenere che sgorgano da un abbraccio inaspettato di chi non rivediamo da anni; quelle calde che sgretolano la coltre spessa che ha reso un pochino duro il muscolo del nostro cuore; quelle pirotecniche che esplodono da una gioia che non sappiamo contenere.
E infine le lacrime spirituali, quelle che emergono dalla conoscenza profonda di chi siamo e dalla consapevolezza che ogni giorno rinasciamo un pochino più veri, un pochino più noi.
Ogni lacrima è custode di un nuovo germoglio. Lasciamola scivolare amara, dolce, tenera, dolorosa… ma vera nel giardino della nostra vita.
Ascoltiamole, dunque. Senza paura di versarle, senza fretta di asciugarle. Perché ogni lacrima è un ponte invisibile che ci riconduce a noi stessi e agli altri, ricordandoci che persino nel dolore più fitto, la bellezza di esistere non smette mai di chiamarci per nome.






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